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Per gli animali, per il pianeta, per te.
“RiVeg” Rivalta di Torino si tinge di vegan
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Nuovo festival vegan alle porte di Torino il 29 marzo 2026
Inserito nella Fiera di Primavera di Rivalta di Torino il RiVeg si conquista piazza Gerbidi tutta per sé.
Quasi un “timido” ritorno alle porte della città sabauda, chissà che non funga da “cavallo di Troia” per tornare presto e alla grande a Torino che è stata in passato una delle prime città ad accogliere festival vegan!
L’intervista a Veronica
Grazia ne ha parlato con l’intraprendente organizzatrice Veronica Bresciani che ha raccontato tutto su questa graditissima new entry tra gli eventi vegan 2026.
Milano, 25/02/2026 – Grazia Cominato
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09:59
Rifugiamo Vegan Festival
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Il 28 febbraio e 1 marzo vi aspetta un imperdibile appuntamento a Calenzano
Sbarca a Calenzano il “Rifugiamo Vegan Festival” una importante occasione per sostenere due rifugi della zona fiorentina, per divulgare scelte etiche e culturali basate sul rispetto e incontrare sogna e lavora per un mondo più etico.
L’idea di questo evento è nato dall’incontro del Rifugio Chico Mendes ODV e Ohana Animal Rescue Family che condividono cura, rispetto e responsabilità verso tutti gli esseri senzienti. Sono proprio Martina di Ohana ed Elena di Chico Mendes a parlarci di questo atteso appuntamento che rappresenta la risposta concreta a uno stesso desiderio, celebrare uno stile di vita ecocentrico, nel pieno rispetto degli animali di tutte le specie e dell’ambiente.
L’intervista
I due Rifugi
Il Rifugio Chico Mendes è un presidio di resistenza sito a Campi Bisenzio (FI) che dal 2020 accoglie soggettività sottratte allo sfruttamento dell’essere umano e che lì sono libere di tessere relazioni intra e interspecifiche come meglio desiderano. Immerso in un immenso parco comunale, il rifugio è gestito da persone volontarie che si prendono cura di oltre cento animali garantendo loro una vita dignitosa nel pieno rispetto delle proprie esigenze etologiche e caratteriali.
L‘Ohana Animal Rhttp://Ohana Animal Rescue Familyescue si dedica a salvare e ad accogliere animali strappandoli da una morte certa per garantire loro uno spazio adeguato dove vivere nel rispetto delle proprie esigenze naturali. Ohana significa famiglia e, come ogni famiglia, anche questo rifugio non abbandona nessuno al suo destino e chi vi vive trova finalmente tutto l’amore che merita.
Per conoscere il programma di “Rifugiamo” clicca QUI
Per far sapere che parteciperai clicca QUI.
Per conoscere tutti i festival del 2026 clicca QUI.
Milano 23/02/2026 – Grazia Cominato
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09:53
La specie errante – BiblioVeg.it
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Il viaggio di un gruppo di zoologi che cambia per sempre la loro vita
“La specie errante” è il nuovo romanzo di Cristiano Gregolin che vede coinvolti personaggi molto diversi tra di loro, ma che hanno in comune la voglia di scoprire le cause della crisi climatica.
Un romanzo che sbatte in faccia ai lettori crude realtà che non tutti, compresi i protagonisti, sono pronti a scoprire, ma che servono ad aprire loro gli occhi e a modificare il loro modo di vedere il mondo.
Vi proponiamo l’interista che Grazia ha fatto a Cristiano proprio per parlare di questo romanzo.
L’intervista a Cristiano per BiblioVeg.it
Il libro
Alla ricerca delle cause della crisi climatica, un gruppo di zoologi visita parchi nazionali, siti paleontologici, zoo e persino un monastero zen, fino a scoprire nel cuore dell’Amazzonia un mostruoso allevamento industriale.
Un’esperienza che li segnerà profondamente, ispirandoli a una riflessione sull’amore per gli animali e sulle relazioni tra gli uomini.
Chi è Cristiano Gregolin
Cristiano si forma scolasticamente a Venezia e, durante il periodo universitario, entra in contatto con diverse realtà letterarie della città, soprattutto in ambito poetico.
Dopo alcuni anni, in cui vive prima alla Giudecca e poi a San Marco, abbandona la città lagunare per dedicarsi allo studio e alla pratica zen che lo impegnerà per circa un quinquennio.
Fatta questa esperienza torna alla scrittura con un racconto di fantascienza nell’antologia Oltre, edita da Universitas Studiorum.
Cristiano, favorevole all’ampliamento dei diritti degli animali e al superamento dello specismo, con la sua scrittura si fa portavoce del mondo vegan e animalista.
Tra le pubblicazioni di Ctistiano Gregolin: “Il canto blu” (2018), “La bestia del Ruanda” (2019) e “Il tau del cerchio” (2023)
Milano, 16/02/2026 – Grazia Cominato
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20:05
Klesitra alias Stefania
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Le sfaccettature di un’anima in cammino
Stefania, in arte Klesitra, è un vulcano di idee. Curiosa ed intraprendente si mette in gioco con passione ogni volta che intraprende qualche nuova strada.
Orgogliosamente vegana, cerca di spiegare a tutti coloro che ne sono interessati le motivazioni della sua scelta partendo dal piatto, cucinando con e per loro semplici piatti 100% vegetali per mostrare, nella pratica, quanto sia facile e gratificante portare in tavola pietanze rispettosi della vita a tutto tondo.
Srefania è buddista ed è coinvolta in tantissime attività ed iniziative, ma nella chiacchierata con Grazia ha parlato soprattutto di veganismo e di teatro.
Difficile non farsi trascinare dalla sua positività ed entusiasmo!
L’intervista a Stefania
Milano, 17/02/2026 – Grazia Cominato
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12:20
Simone e il suo mondo tra ayurveda e tantrismo
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Simone Trianero, cittadino del mondo, ci racconta il suo cammino di vita
Simone abita fra il Kerala, importante regione nel sud dell’India e Golasecca sul Lago Maggiore.
Porta avanti la sua attività di divulgatore della filosofia ayurvedica e tantrica in entrambe le località, non disdegnando di girare anche il resto dell’Europa, soprattutto quella mediterranea.
Ha alle spalle un bel bagaglio di esperienze di vita ed è stato un piacere ospitarlo su RadioVeg.it dove ha raccontato a Grazia l’evoluzione spirituale che l’ha portato a scegliere una filosofia di vita in pieno rispetto di tutte le creature viventi, animali e non.
Simone, oltre al profilo Instagram, ha anche un interessante canale YouTube multilingue e multiculturale che nasce dall’idea di condividere tutto ció che trova rilevante come, appunto, l’Ayurveda, l’esoterismo, la linguistica, le religioni.
Sul suo canale Simone invita a mettersi comodi per godersi un viaggio alla riscoperta di sé stessi, noi ci limitiamo a invitarvi a mettervi comodi per ascoltare l’intervista.
L’intervista
Milano, 12/02/2026 – Grazia Cominato
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24:25
Quanto Basta – Biblioveg.it
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Rallentare, ascoltare e ascoltarsi è l’invito di Quanto Basta di Isabella Vendrame
“Quanto Basta” il libro di Isabella Vendrame che invita a rallentare, ascoltare e ascoltarsi veramente.
Un romanzo ambientato in un mondo dove la natura avvolge e coinvolge le protagoniste, ma che trasporta anche il lettore in quel tempo sospeso, regalandogli pagina dopo pagina momenti rigeneranti che stimolano a cercare la propria isola di pace.
Grazia Cominato ne ha parlato con l’autrice nell’intervista che vi proponiamo.
L’intervista
“Quanto Basta”: il libro
In un mondo che corre sempre più veloce, tre sorelle, Santoreggia, Mora ed Ortica si ritrovano in una piccola casa nascosta nel bosco, lontano dal frastuono della vita quotidiana.
Qui, in quel silenzio sospeso, imparano a rallentare, a respirare, ad amare, a riscoprire ciò che davvero conta: la natura, i legami profondi, la propria essenza.
Un racconto che parla di perdita e ritrovamento, di coraggio e speranza, di passato e futuro, della magia che si nasconde nell’armonia semplice e preziosa della vita.
Isabella Vendrame
Isabella Vendrame, nata a Treviso, è naturopata, dottoressa in psicologia e food coach, specializzata in alimentazione vegetale e consapevole. Responsabile della redazione del web magazine Veggie Channel, è conosciuta nel mondo vegan come volto e penna del canale.
Attrice, conduttrice radio e TV, Isabella è anche autrice e blogger, da anni guida le persone a riscoprire un rapporto autentico con sé stesse attraverso uno stile di vita naturale, semplice e fonte di benessere.
Isabella ha scritto libri per bambini e ragazzi, tra cui la serie Isa Gulp! sul glutine e la celiachia, e i romanzi Un cappello pieno di ricordi e Millennial Girls, Millennials Green.
Isabella su RadioVeg.it tiene la rubrica “Vegshopper”.
Milano, 04/02/2026 – Grazia Cominato
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28:08
Bianco Veleno – BiblioVeg.it
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Il volto nascosto di latte e formaggi di Stefano Momentè
Stefano Momentè, vegano dal 1985, è cuoco e formatore in cucina vegetale, nutrizione e stile di vita sostenibile. Svolge anche attività di consulente in nutrizione, naturopatia e psicoalimentazione.
Nel nel 2017, Stefano Momentè ha fondato Altrocibo Academy dove ha formato ed avvicinato ad un approccio etico, salutistico e creativo del cibo tantissime persone.
Proficuo autore di libri e saggi, ritorna su RadioVeg.it per parlare con Grazia Cominato del suo nuovo libro “Bianco Veleno – Il volto nascosto di latte e formaggi” – Un viaggio tra scienza e denuncia per capire cosa bevi davvero.
L’intervista su Bianco Veleno
Il libro
Latte e formaggi: icone di purezza, simboli di salute. Ma dietro il candore si nasconde una verità diversa, scomoda, rimossa.
Bianco Veleno racconta ciò che per decenni è stato taciuto: rischi per la salute, interessi economici, sofferenze animali e conseguenze ambientali.
Con uno stile diretto e documentato, Stefano Momentè accompagna il lettore in un viaggio che intreccia dati scientifici, inchieste internazionali e testimonianze reali.
Pagina dopo pagina, il mito del latte come alimento indispensabile si sgretola, rivelando il suo lato più oscuro. Un libro che non si limita a informare: mette in discussione certezze radicate e apre nuove prospettive.
Dopo averlo letto, un bicchiere di latte non sarà mai più lo stesso.
Milano, 28/01/2026 – Grazia Cominato
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21:48
Alberto Megale: BioPedalare in Africa
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Da Vibo Valentia alla Costa d’Avorio: 13 mesi in sella per percorrere più di 10.000 Km
Avevamo conosciuto, e seguito, Alberto nel 2022 quando da Bologna è partito a piedi per percorrere il Cammino di Santiago di Compostela, e già ci sembrava una iniziativa coraggiosa, ma quasi niente confronto a quella che ha intrapreso percorrendo in bici quasi metà continente africano.
Alberto Megale, igienista naturale crudista, è partito da Vibo Valentia con la sua fedele bici nell’ottobre 2024, tornando esattamente dopo un anno, per una incredibile avventura.
Un progetto Biopedalo che è diventato viaggio, scoperta, incontro e crescita personale.
Ogni incontro, ogni paesaggio mozzafiato, ogni difficoltà hanno lasciato un segno profondo in Alberto, Grazia ne ha parlato con lui in una intervista dove non si è potuto racchiudere i 13 mesi di questo viaggio, ma l’invito è di ripercorrerlo nei dettagli visitando la pagina IG “Biopedalo”.
L’intervista
Una chiacchierata che ci regala l’illusione di rivivere con Alberto i momenti chiave di questa sua impresa.
Quello che ha fatto Alberto è come si dovrebbe intendere per “viaggio”, immergersi nel paese ospitante, comprenderne la storia e la cultura per conoscerlo realmente, senza orpelli o facciate abbellite per i turisti.
Come l’Africa sta cambiando sé stessa
Dieci paesi attraversati pedalando, l’incontro con culture molto diverse tra di loro, la sosta in realtà locali che stanno cambiando il mondo dal basso: progetti agricoli, sociali, educativi.
Percorso fatto (quasi) a metà, ma, come dice Alberto stesso, è già un viaggio che vale una vita.
Fermare l’attimo
Qualche scatto rubato dai social di Alberto per cercare di vivere le sue stesse emozioni anche se farlo comodamente al caldo nelle nostre case con la complicità di un supporto tecnologico non è certo la stessa cosa.
Non se ne sentono i rumori, i profumi, le energie, ma… piuttosto che niente!
La strada continua. Ci vediamo là fuori – Cit. Alberto Megale
Milano, 07/01/2026 – Grazia Cominato
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34:48
Time Lapse
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Un avvincente giallo di Rita Citatti
Dopo il saggio intitolato “Ma le pecore sognano lame elettriche?” e il romanzo di formazione postuma “Buon pane, buon vino e cattiva gente”, Rita Ciatti, attivista e antispecista, ritorna con un avvincente, ma atipico giallo “Time Lapse” dove l’avvincente trama si intreccia con le riflessioni della protagonista cinquantenne gattara e vegana.
Un giallo che unisce introspezione e suspense, formula vincente per lanciare precisi messaggi antispecisti ai lettori. Un tipo di attivismo che Rita sa fare molto bene.
L’intervista
Di Time Lapse Rita ne ha parlato approfonditamente con Grazia nell’intervista che vi proponiamo.
Foto Francesca Mazzara
Il libro
Roma, estate 2021. Nell’elegante quartiere, un po’ decaduto, del Pinciano si aggira un fantasma: è quello di Vera, cinquant’anni, percepiti settanta, convinta di avere ormai un corpo “senza forma”, esattamente come la sua vita; refrattaria alle mode, senza lavoro, separata da un marito invisibile che ora vive con una collega più giovane, ma che tuttavia le ha generosamente lasciato in assegnazione l’appartamento in un villino d’epoca Liberty dove Vera, con rimorso e sentimento di usurpazione, che non fanno che aumentare il senso di fallimento, trascina la sua vita ormai ridotta alla sola occupazione di gattara, insieme ai due gatti Blake e Emily, occupandosi stancamente delle colonie feline nelle vie adiacenti e vivendo per procura attraverso le vite dei personaggi di libri, film, serie TV cui ricorre spesso per orientarsi nel mondo.
La scomparsa di Giacomino detto Mino, il gatto preferito di colonia, darà il via a una ricerca nel quartiere che diventa una peregrinazione mentale sui grandi temi del nostro tempo: il femminismo, la maternità, l’antispecismo, l’angoscia di invecchiare, la paura della morte e inevitabilmente il senso della vita, passando per le piccole idiosincrasie quotidiane – l’assillo della spesa al minimarket, il cedimento del corpo, la paura di attraversare le strade – fino all’ossessione di fotografare in time lapse l’apertura dei fiori di cactus comparsi misteriosamente sul terrazzo. Finché una notte, un’ombra…
Un gatto nero che si infila in un villino disabitato, una barca all’Argentario, un paio di amiche fidate, dei misteriosi fiori di cactus e una macchina fotografica, e poi, sullo sfondo, il quartiere Pinciano, con i suoi villini Liberty, la meravigliosa Villa Borghese, la misteriosa Villa Albani e gli abitanti un po’ snob; un quartiere da cui Vera è attratta per le bellezze architettoniche e naturali, ma a cui sente di appartenere sempre meno. Un quartiere da cui potrebbe non andarsene mai.
La voce della protagonista che si alterna a quella di altri due personaggi dà vita a un thriller intimista e filosofico, con un pizzico di avventura, azione e suspense.
Questo libro è per chi ama i gatti, Roma, il cinema, le serie TV, la letteratura, i sogni, ma soprattutto per chi non smette di osservare le meraviglie che il quotidiano ci riserva.
Milano, 09/01/2026 – Grazia Cominato
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20:54
KatyRomeo, il rifugio di Marco Cocco
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Attivismo e musica: il mondo di Marco Cocco
Marco Cocco ha deciso già da tempo di dedicarsi alla salvaguardia degli animali e le sue giornate si dividono tra lavoro, il suo rifugio KatyRomeo, l’attivismo per i diritti degli animali e la musica.
L’intervista
Di questa sua vita intensa, del suo rifugio KatyRomeo e della sua arte, Marco ne parla con Grazia nell’intervista che vi proponiamo. Una chiacchierata che affronta varie tematiche legate alla filosofia di vita antispecista e vegan.
Marco ricorda gli eventi vissuti durante l’infanzia che lo hanno particolarmente toccato e che, solo crescendo, ha compreso fino in fondo. Racconta di come ha visto evolversi e, purtroppo, sfaldarsi il mondo dell’attivismo animalista. Ci parla delle creature non umane che ha deciso di accogliere nel suo rifugio KatyRomeo, che gestisce da solo, e lancia un appello per chi avesse voglia di dargli una mano. Per chi volesse dedicare qualche giorno del suo tempo a questo tipo di volontariato, ma viene da lontano, non è un problema perché Il rifugio è grande e dispone di alloggio.
Marco e la musica
Marco è anche cantautore. Risale al 2009 la partecipazione al “premio musica senza etichette” approdando poi nel 2010 a “Demo”, trasmissione di “RadioRai” dedicata agli artisti emergenti, che propone agli ascoltatori il brano “Immagini sulle pareti del tempo”.
L’album “Comunque” esce nel 2012 e molti brani del disco entrano nella classifica delle migliori canzoni “indipendenti” più trasmesse dalle radio. Il secondo lavoro vede la luce nel 2018, si intitola “Contrasti Contemporanei” ed è completamente autoprodotto. Questo lavoro è stato oggetto di una intervista anche su RadioVeg.it.
Nel 2020, in piena pandemia, vede la luce il singolo “Shhh!” e “Profumo di Natale”.
Particolarmente intenso il brano “Cuori Liberi” che Marco ha scritto durante i fatti di Sairano del settembre 2023 per sfogare la rabbia e il senso di impotenza provati per ciò che stava accadendo.
Milano, 17/12/2025 – Grazia Cominato
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22:15
Fabbriche di cuccioli
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Barbara Setti di Piano Be porta alla luce una realtà ben poco conosciuta
Su RadioVeg.it di solito ci soffermiamo con più attenzione sugli animali che normalmente non rientrano tra le “categorie da compagnia” perché di pet ne parlano sempre di più tutti e tanto, anche se spesso a sproposito. Però quando le situazioni sono particolarmente gravi e raccapriccianti come lo è quella delle “Fabbriche di cuccioli” ci preme contribuire a farle conoscere.
Conosciamo molto bene cosa succede negli allevamenti dove le mucche sono costrette a figliare il più possibile per produrre il latte da destinare agli esseri umani, mentre ben poco conosciamo sugli allevamenti di cani di razza.
Il buio pressocché assoluto ammanta quel che sta dietro al mercato dei cuccioli di cane e alle fattrici che vengono ingravidate continuamente per foraggiare un mercato ignobile e illegale.
Barbara Setti dell’associazione Piano Be conosce molto bene e molto da vicino la sofferenza e il marcio che c’è in questo mondo sommerso e ne ha parlato durante la dolorosa intervista che vi proponiamo qui sotto.
L’intervista sulle Fabbriche di cuccioli
Non comprare l’amore: adottalo
La chiacchierata con Barbara scuote, commuove e stimola all’azione perché adottare non è solo un atto d’amore verso un animale, ma anche una doverosa scelta etica e consapevole.
Urge far conoscere sempre di più la piaga delle “Fabbriche di cuccioli” e invitare le persone ancora all’oscuro di tutto questo ignobile “mercato” a riflettere su quanto sia sbagliato acquistare cuccioli allevati appositamente come fossero oggetti.
Sono migliaia i cani e gatti, anche di razza, che aspettano dietro le sbarre di un box una seconda possibilità come è successo a Nala accolta con infinito amore dalla famiglia di Barbara.
Piano Be, l’Associazione
Piano Be é una Associazione no profit che sostiene e accompagna con supporto materiale e spirituale cause nazionali ed internazionali che coinvolgono animali umani e non umani.
Tante sono le iniziative organizzate da Barbara Setti, la presidente di Piano Be, supportata dagli altri soci per portare alla luce situazioni di disagio da supportare.
Oltre a convegni e conferenze, Piano Be organizza da qualche anno il Festival “AnimaVeg – Anima degli animali” che nel 2026 si terrà il 19 e 20 settembre nella suggestiva Baia delle Rose – Costa Volpino (BG).
Milano, 15/1272025 – Grazia Cominato
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31:02
Roberta Mancini. Vivisezione? Non in mio nome
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Roberta Mancini, referente LEAL Verona, da non vedente ripudia la ricerca con vivisezione
Una vita intensa quella di Roberta Mancini che, da campionessa di pattinaggio artistico, dopo le prove impegnative che ha affrontato nel suo cammino, è diventata attivista a pieno titolo per i diritti dei più deboli accettando di essere coinvolta nella creazione della sezione di Verona di LEAL – Lega Anitivivisezionista.
L’intervista
Dei “due tempi” della sua esistenza ne ha parlato nell’intervista che ha rilasciato a Grazia che vi proponiamo qui sotto.
Roberta Mancini, passato e presente
Classe 1967, sin da piccolissima Roberta ha intrapreso l’attività agonistica di pattinaggio artistico a rotelle guadagnando nella sua carriera sportiva numerosi titoli italiani e più medaglie d’argento e di bronzo in competizioni internazionali.
Questa esperienza precoce le ha permesso di forgiare e fortificare il suo carattere grazie a quelli che sono i valori autentici dello sport, come la fatica, la costanza, la dedizione, la rinuncia ma anche la possibilità di gioire per una vittoria e di rialzarsi sempre dopo una sconfitta.
Dai 18 fino ai 35 anni ha dedicato completamente la sua vita alla passione per gli animali, cani e cavalli in particolare e con i quali ha trascorso o e condiviso alcuni tra i momenti più belli ma anche più complicati del suo primo tempo della vita.
Ha vissuto con loro anni pieni di amore, presenza, dolore, consolazione ma ha contemporaneamente ricevuto in cambio lezioni di dignità, resistenza, resilienza, accettazione e capacità di adattamento.
Ma la cosa più importante che le hanno insegnato è stata quella di riuscire a mantenere, nonostante gli eventi, la propria animalità restando umana, un difficile equilibrio tra istinto, autenticità e ragione.
Dai 35 anni in poi dopo la perdita totale della vista a seguito di un glaucoma a pressione normale, ha dovuto necessariamente mettere in campo tutto ciò che fino a quel momento era stato per lei vita ed esperienza vissuta.
Per questo oggi anche dopo un lungo tempo, circa venti anni, nei quali si è dedicata quasi esclusivamente al sociale ed in particolare alla disabilità, ha scelto di occuparsi di animali e più precisamente di animali umani e non.
La scelta di rappresentare nella sua città Verona, una associazione animalista storica come Leal è stata l’opportunità per schierarsi apertamente dalla parte di chi non ha voce o ne ha meno degli altri, ma anche una occasione per dimostrare che l’inclusione oggi più che mai può e deve anche passare attraverso il coinvolgimento attivo e diretto delle persone con disabilità su tematiche che vanno oltre la loro personale condizione.
Milano, 12/12/2025 – Grazia Cominato
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27:50
Maledette favole – BiblioVeg.it
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Oppressione e liberazione animale nei libri per bambini e bambine – Libro di Troglodita Tribe – Recensione a cura di Marco Reggio
“Maledette favole – Oppressione e liberazione animale nei libri per bambini e bambine” il nuovo libro di Troglodite Tribe che svela gli inganni di cui siamo state vittime crescendo a suon di storielle e favolette dove i protagonisti animali parlano, camminano eretti ed esprimono emozioni umane. Un’ampia letteratura che antropomorfizza gli animali e li rende simboli di vizi e virtù umane.
Lo scotto che paga il nostro immaginario è molto più alto di quanto si possa pensare e questo libro ci viene in aiuto smontando tutti castelli in aria che hanno costruito gli autori che si sono susseguiti nel corso dei secoli.
La recensione approfondita è di Marco Reggio, alla fine la lettura del brano in cui Troglodita Tribe spiega quanto editoria e marketing sia un feroce binomio.
La recensione a cura di Marco Reggio
Milano, 05/12/2025
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11:33
Dott.ssa Kuan in prima linea con LAV
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La Dott.ssa Kuan ci parla dell’impegno LAV contro la vivisezione
Partendo dalla situazione di Alan e Larry, i macachi ancora rinchiusi negli stabulari dell’Università di Parma sottoposti da anni alla sperimentazione “Light-up”, la Dott.ssa Michela KUAN, responsabile scientifica dell’area Ricerca Senza Animali LAV, ha parlato con Grazia Cominato di come la strada verso una sperimentazione 100% “human based” sia purtroppo ancora lontana, affrontando tutte le problematiche legate a questa lentezza in Italia nel cambiare prospettiva .
L’intervista alla Dott.ssa Michela Kuan
La petizione “La cura giusta”
Alla luce di ciò che è emerso durante la chiacchierata con Michela, è fondamentale accogliere l’invito a firmare la petizione “La cura giusta”, cosa che, ovviamente noi di RadioVeg.it abbiamo già fatto.
Il testo della petizione
Riportiamo di seguito il testo della petizione “La cura giusta” preso direttamente dal sito LAV.
Al Ministro dell’Università e della Ricerca – Sen. Anna Maria Bernini, al Ministro della Salute – Prof. Orazio Schillaci, al Presidente del Senato della Repubblica – Sen. Ignazio La Russa, al Presidente della Camera dei Deputati – On. Lorenzo Fontana, ai Presidenti delle Regioni Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Trentino e Alto Adige, Umbria e Veneto.*
anche ai sensi dell’articolo 50 della Costituzione
PREMESSO CHE
La Direttiva europea 2010/63/UE e il Decreto Legislativo 26/2014 stabiliscono l’obbligo di dare priorità ai metodi sostitutivi alla sperimentazione animale.
La Risoluzione del Parlamento europeo del 16 settembre 2021 invita ad accelerare la transizione verso una ricerca scientifica senza animali, chiedendo agli Stati Membri di sostenere attivamente i metodi alternativi.
La Commissione Europea sta lavorando a una tabella di marcia per il superamento della sperimentazione animale, con pubblicazione prevista nel primo trimestre del 2026.
Il Rapporto Eurispes 2025 rileva che quasi l’80% degli italiani è contrario alla sperimentazione animale, dimostrando una netta posizione etica e scientifica che deve essere rappresentata dalle Istituzioni portavoce dei cittadini.
Nel 2014 presso il Ministero della Salute è stato istituito Fondo per lo sviluppo di metodi alternativi alla sperimentazione su animali. È stato finanziato nel triennio 2014-2016 e poi rifinanziato con 6 milioni di euro per il triennio 2020-2022 (ma non nel 2020, non è stato attivato). Dal 2017 al 2019 e dal 2023 in poi, dunque, non ci sono stati nuovi finanziamenti né fondi aggiuntivi, mentre ogni anno si spendono oltre 1,3 miliardi di euro per la sperimentazione su animali.
Grazie ai fondi stanziati sono stati sviluppati progetti innovativi, solo per citarne alcuni, in ambito oncologico, sono stati sviluppati modelli di tessuto umano polmonare e osseo nonché organi su chip per lo studio di patologie genetiche.
Le Leggi regionali di Friuli-Venezia Giulia, Lombardia e Piemonte hanno istituito un Fondo per i metodi alternativi. Abruzzo, Toscana, Trentino e Alto Adige, pure avendo disposizioni normative a favore dei metodi sostitutivi, non hanno però istituto alcun Fondo. Mentre Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Umbria e Veneto non prevedono alcuna norma che impegni la Regione nella promozione e ricerca dei metodi di ricerca senza l’uso di animali.
CHIEDIAMO
che a fronte della necessità di attuare una transizione verso una ricerca human-based, così come indicato anche dalla Commissione Europea, l’1% del Fondo nazionale previsto per la ricerca e innovazione gestito dal Ministero dell’Università e della Ricerca sia vincolato alla ricerca e allo sviluppo di nuovi approcci metodologici (NAMs – New Approach Methodologies) secondo il principio della completa sostituzione dell’utilizzo di animali;
che sia rifinanziato con un importo pari a 10 milioni di euro per ogni anno del triennio 2026-2028 il Fondo istituito presso il Ministero della Salute per lo sviluppo e la ricerca di metodi sostitutivi all’uso di animali.
che, a livello regionale, le Regioni che hanno già istituito il Fondo stanzino risorse adeguate, vincolate allo sviluppo e alla ricerca di metodi sostitutivi all’uso di animali, e che, nelle Regioni in cui il Fondo non è ancora previsto, esso venga istituito e adeguatamente finanziato.
*Chiediamo che l’Emilia Romagna aumenti i fondi destinati alla Ricerca sui metodi sostitutivi.
Milano, 05/12/2025 – Grazia Cominato
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20:16
La zona grigia – BiblioVeg.it
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La zona grigia. Illuminare l’invisibile, riscrivere la responsabilità di Federica Nin
“La zona grigia – lluminare l’invisibile, riscrivere la responsabilità” di Federica Nin è il naturale proseguimento del precedente libro La vera scienza non usa animali – Good science versus Bad science e ne parliamo con l’autrice stessa che ci spiega le differenze tra uno e l’altro.
L’intervista a cura di Grazia Cominato
Il libro “La zona grigia: Illuminare l’invisibile, riscrivere la responsabilità”.
Si tratta di un saggio che scava nel cuore delle dinamiche nascoste che attraversano la ricerca scientifica, la cura e la società.
La zona grigia è quel territorio opaco, nascosto nelle pieghe della ricerca scientifica, dove la responsabilità si perde e dissolve tra ruoli istituzionali, consuetudini normalizzate e obbedienze silenziose. Un luogo dove certe pratiche diventano invisibili, persino a chi le compie. Dove nessuno è colpevole, ma qualcosa di grave è accaduto.
Muovendo da un interesse di studio per la sperimentazione animale e la sua possibile sostituzione con approcci metodologici nuovi — di rilevanza umana, eticamente consapevoli e scientificamente avanzati — Federica Nin guida il lettore in un’indagine lucida e coinvolgente su come la scienza tratta l’alterità, la vulnerabilità e il dolore, interrogando i fondamenti stessi del sapere.
La prefazione del libro è a cura di Luisella Battaglia, arricchito da una bibliografia ragionata, offre una prospettiva potente e necessaria in un’epoca che chiede pensiero critico e responsabilità condivisa.
“La zona grigia – Illuminare l’invisibile, riscrivere la responsabilità” tocca chi lavora nella scienza, nella cura, nell’educazione, ma parla a tutte e tutti: a chiunque voglia comprendere meglio le responsabilità, e le omissioni, che attraversano il nostro tempo, a chi ha il coraggio di interrogarsi sul senso delle proprie azioni e delle proprie convinzioni.
Un libro che non offre risposte comode, ma apre spazi per guardare davvero — e decidere con più coscienza, anzi, in scienza e coscienza.
Un libro che aiuta a vedere ciò che spesso scegliamo di non guardare.
Chi è Federica Nin
Federica è psicologa e bioeticista. Dopo aver lavorato nella clinica psichiatrica e nell’insegnamento, si è dedicata alla scrittura, alla divulgazione e all’attivismo per l’innovazione nella ricerca biomedica e per la tutela dei diritti animali.
Nel tempo ha approfondito gli studi in epistemologia, filosofia morale e critica della vivisezione – anche quando mascherata da sperimentazione animale -, concentrandosi sulla promozione di metodi scientifici innovativi di rilevanza umana, eticamente sostenibili.
Su questi temi ha fondato il cuore dei suoi due libri più impegnati: La vera scienza non usa animali – Good science versus Bad science e La zona grigia: Illuminare l’invisibile, riscrivere la responsabilità.
Ha pubblicato racconti, articoli e saggi che intrecciano letteratura, pensiero critico e impegno etico.
Cofondatrice dell’associazione medico-scientifica OSA – Oltre la Sperimentazione Animale, è altresì membro del Comitato scientifico e dell’Osservatorio internazionale di ND – Natura docet: la Natura insegna, Rivista mensile di Medicina, Salute, Alimentazione, Benessere, Turismo e Cultura, cui collabora con propri scritti.
Milano, 28/11/2025 – Grazia Cominato
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31:46
Veg in Pisa 2025 – Prima edizione
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5, 6 e 7 dicembre: tre giorni antispecisti tra cibo, momenti culturali e musica
Arriva nella città della torre pendente il “Veg in Pisa”. Torna dunque finalmente in Toscana un Vegan Festival, ci voleva dopo tanti anni di assenza!
Ci voleva perché la Toscana ha una lunga tradizione di iniziative vegan, ci voleva perché in Toscana sono tante l e realtà che si occupano di animali salvati, ci voleva perché anche la Toscana si merita tre giorni per immergersi in quel mondo che tutti noi sogniamo.
Ad organizzare l’evento è Ippoasi e i fondi raccolti, una volta tolte le spese vive e gli investimenti fatti per organizzare l’evento, saranno tutti destinati ai suoi ospiti non umani.
DI “Veg in Pisa” ne ha parlato Grazia con Susanna Panini, una delle volontarie del santuario, vi proponiamo qui sotto la chiacchierata.
L’intervista
L’appuntamento è quindi per il 5,6 e 7 dicembre alla Stazione Leopolda di Pisa per la prima attesissima edizione di “Veg in Pisa”.
Milano, 27/11/2025 – Grazia Cominato
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11:12
Federica Marinari, la svolta di una vita
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Evoluzione e una nuova consapevolezza per Federica Marinari
Nella vita ci sono prese di coscienza che portano a delle vere e proprie rivoluzioni. Rivoluzioni che influenzano tutta l’esistenza, dalla quotidianità ai rapporti interpersonali. Questo è quanto è accaduto a Federica Marinari.
La vita è un cammino e, quando si cambia marcia, purtroppo non tutti riescono a stare al passo e si deve necessariamente lasciare qualcuno indietro ed è proprio ciò che ha provato sulla sua pelle Federica, che, da classica cantante lanciata nello “star system” si è evoluta in artista consapevole ed attivista per i diritti degli animali.
In occasione del suo nuovo singolo, “Libeccio”, Grazia ha intervistato Federica e ne è uscita l’intensa chiacchierata che vi proponiamo.
L’intervista a Federica Marinari
“Libeccio”
Un brano intenso e personale che riflette sulla complessità del presente e sulla ricerca di senso in un mondo segnato dalla violenza e dalla sofferenza. In “Libeccio” Federica esprime il suo senso di colpa per essere nata in un contesto privilegiato e per essere, suo malgrado, complice di meccanismi che danneggiano altri esseri viventi.
Il singolo è un inno all’amore come forza salvifica, un amore che si estende oltre le barriere delle specie e delle forme, e che può portare speranza e redenzione. La metafora del libeccio, vento che porta cambiamento e distruzione ma anche aria pulita e mare chiaro, rappresenta la dualità della vita e la ricerca di significato in un mondo complesso.
Con “Libeccio”, Federica Marinari invita l’ascoltatore a riflettere sulla propria piccolezza e impotenza di fronte alle forze della natura e alla complessità del mondo, e a trovare nella musica e nell’amore un rifugio e una fonte di ispirazione.
“Libeccio è il brano più esplicito dell’Ep. È ciò che mi ronza in testa dalla mattina alla sera. Le altre canzoni suonano la mia emotività, il mio fluttuare all’interno della vita. Libeccio invece è il cervello, la razionalità, l’osservazione attenta di quello che ho intorno e le mie quotidiane riflessioni.” Cit. Federica Marinari
“Pace Vegetale”
A sancire artisticamente il cambio anche artistico di Federica è stato “Medusa” seguito da “Pace Vegetale”. Progetto nato, appunto, da un lungo periodo di riflessione personale che, dopo numerose esperienze significative nel mondo dello spettacolo, ha sentito l’esigenza di esprimere la sua essenza più autentica, le sfumature che meglio la rappresentano nella quotidianità.
Ogni esperienza vissuta da Federica è stata fondamentale per comprendere che qualcosa andava riposizionato.
Con il tempo, il legame con Madre Terra e i suoi abitanti si è rafforzato, diventando il fondamento più solido della sua identità.
Spesso in contrasto con le dinamiche dello spettacolo e con una visione dell’arte che non le appartiene, Federica ha dovuto affrontare un disagio interiore profondo.
Due anni immersa nella natura le hanno permesso di trovare un equilibrio nella semplicità e nella relazione con gli esseri viventi non umani. Le sue ansie oggi convivono pacificamente con una serenità che solo il contatto autentico con la natura può donare.
“Pace Vegetale lo descrivo con questa frase: ‘dalla merda nasce sempre un fiore’. Durante una relazione poco sana, costruita sulla totale manca di rispetto verso i miei sentimenti, il mio corpo e la mia persona, ho scritto questa canzone che esprime tutto quello che avrei voluto fare in quel momento ma a causa della mia fragilità e della speranza di futuro che riponevo in quel legame non sono riuscita a fare per anni. Solo ascoltando profondamente me stessa e passando molto tempo in solitudine ho trovato il coraggio di chiudere tutto per dedicarmi all’amore per me, Federica. Grazie a tutto il dolore passato, ho capito quanto io sia importante, quanto io meriti qualcuno che accetta e ama ogni mia sfumatura. Oggi sono un piccolo fiorellino circondato da letame e solo grazie a questo, ho potuto rinascere”. Cit. Federica Marinari
Chi è Federica Marinari
Federica Marinari, cantante e musicista toscana, ha sempre coltivato un legame profondo con la musica sin dalla sua infanzia trascorsa al mare in Toscana. Questo legame è diventato il centro del suo viaggio artistico, un santuario emotivo dove ha trovato la sua voce e la sua identità. Durante gli anni del Conservatorio, dove ha studiato canto jazz, ha esplorato una vasta gamma di influenze musicali, abbracciando sonorità pop internazionali e orientali che hanno plasmato il suo stile eclettico.
Partecipando a festival prestigiosi in Europa, da Spagna a Bielorussia, ha consolidato la sua presenza internazionale e ha affinato la sua capacità di trasformare emozioni in suoni. Questa esperienza l’ha portata a confrontarsi con diverse culture musicali, integrando elementi orchestrali Gamelan, cordofoni orientali e suoni della natura nei suoi brani. Il suo approccio alla musica non si limita a generi specifici come pop, soul o ambient, ma si focalizza su una creazione musicale fluida e concettuale.
Nel 2019, Federica ha fatto il suo ritorno televisivo partecipando ad Amici di Maria De Filippi e ha debuttato con il singolo “Difficoltà”. L’anno successivo, con il brano “Dimenticato (Mai)”, è stata finalista a Sanremo Giovani e ha partecipato al Festival di Castrocaro.
Tuttavia, è nel 2023 che il suo percorso ha subito una trasformazione significativa a seguito di un periodo di introspezione durante la pandemia. Il suo profondo legame con Madre Terra ha ispirato il progetto “Pace Vegetale”, un’iniziativa che unisce la musica all’attivismo per la natura e i diritti degli animali, riflettendo la sua forte anima antispecista e il suo impegno contro ogni forma di discriminazione.
Attraverso “Pace Vegetale”, Federica esplora nuove frontiere sonore, integrando elementi naturali e elettronici con una scrittura semplice e diretta che invita l’ascoltatore a un viaggio emotivo e sensoriale. Il suo obiettivo è trasformare la voce in uno strumento per immergere l’audience in esperienze uniche, in ambienti naturali e spazi che rispecchiano la sua visione di armonia e rispetto.
Milano, 25/11/2025 – Grazia Cominato
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26:12
Il quinto comandamento – BiblioVeg.it
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In quinto comandamento. Non ci sarà una terza occasione di Dario Morandi
Se ci svegliassimo un mattino e scoprissimo attraverso i media che non funzionano più le armi? Qualsiasi tipo di arma: dalle pistole alle balestre passando dalle bombe e gli ami da pesca, quale sarebbe la nostra reazione da animalisti antispecisti e quale sarebbe invece qulla del resto del mondo?
Nessuna creatura potrebbe più essere uccisa: esseri umani e animali. Crollerebbe un intero sistema.
Sicuramente noi saremmo felici, eppure, riflettendoci bene non è assolutamente detto che la pace forzata non sia più pericolosa delle guerre stesse che siano contro gli uomini o contro gli animali.
Questa è la tematica del libro Quinto Comandamento di Dario Morandi che Grazia ha avuto ospite per BIblioVeg.it.
L’intervista
Ecco che cosa ci ha raccontato Dario Morandi di “Il Quinto Comandamento”
Il libro
E se all’improvviso diventasse tecnicamente impossibile uccidere ogni essere vivente? In un mondo già piegato da crisi ecologiche e tensioni politiche, un evento inspiegabile mette fine a ogni forma di violenza armata dove “Non uccidere” diventa un obbligo esteso a livello globale. Le armi da fuoco si disattivano. Nessun essere umano o animale può più essere ucciso. Il mondo si spacca in due: tra chi intravede una nuova era di pace e chi teme il collasso totale dell’ordine globale.
Mentre i governi si interrogano su come e quando l’effetto finirà – e chi sarà il primo ad approfittarsene – un documento criptato, scritto in una lingua sconosciuta, suggerisce l’esistenza di una civiltà segreta dietro tutto questo. Inizia così per un gruppo scelto di militari, scienziati, attivisti e strateghi, una missione disperata verso i ghiacci dell’Antartide.
A loro è affidato il compito di guidare una spedizione mai tentata prima, per trovare delle risposte di vitale importanza prima che sia troppo tardi. Perché in caso contrario “non ci sarà una terza occasione” per l’umanità.
Chi è Dario Morandi
Dario Morandi nasce a Milano il primo dicembre del 1969. Nel contempo introverso e ribelle, mal si adatta al regime scolastico tradizionale preferendo un percorso educativo e didattico indipendente.
Grazie a un amore innato per la lettura e a una insaziabile curiosità, nel suo percorso di crescita che si potrebbe definire “gnostico”, legge centinaia di libri dai generi e dagli argomenti più disparati: dal romanzo di intrattenimento fino ai saggi di divulgazione filosofica e scientifica.
Nel 1993 si e trasferisce a Los Angeles, negli Stati Uniti e frequenta i corsi di musica presso il prestigioso M.I.T. diplomandosi con “Honores” in batteria e percussioni.
Da sempre un vorace lettore, nel 2018 pubblica il suo primo romanzo e comincia a interessarsi di comunicazione e scrittura persuasiva in campo umanistico (Scrittura persuasiva “umana”).
Dopo il romanzo “Flat“ (Anima Edizioni), pubblicato nel 2020, pubblica il suo terzo lavoro dal titolo “Il dominio degli Arconti“ con la casa editrice Edizioni Progetto Fratellanza.
Milano, 21/11/2025 – Grazia Cominato
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27:46
MiVeg 2025: qualche voce
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Interviste a cura di Monica Stefinlongo
Il MiVeg 2025 si è concluso ed è stato un successo!
Un anniversario importante
Anche in questa edizione del MiVeg, RadioVeg.it è stata una dei media partner dell’evento e, proprio come noi, ha festeggiato i suoi primi 10 anni.
Un’edizione che ha visto il passaggio di 13.000 visitatori arrivati da ogni angolo d’Italia e non.
Foto di Emanuela Giurano – Fabio Ferrari e Giulia Conti
Il sogno del MIVeg
Con il MiVeg si prova ad immaginare e dare forma al mondo che vorremmo e lo si fa anche, anzi soprattutto proponendo una ricca parte formativa e informativa che dovrebbe essere la vera anima di ogni festival vegan e antispecista, anche se non tutti sono consapevoli di questo aspetto, presi dal cibo e dall’area market ogni anno sempre più grande.
Come sempre il MIVeg viene organizzato per raccogliere fondi per Vitadacani.
Grande impegno da parte degli organizzatori e dei volontari. Quest’anno il MiVeg è stato particolarmente impegnativa per la “nostra” Grazia Cominato infatti, oltre ad aver gestito l’area libri Meet&Greet, che lei ama chiamare “BiblioVeg.it in trasferta“, è stata la voce del laboratorio musicale per bimbi “I Lagomorfi” a cura della Casa della Musicoterapia e ha debuttato con il suo reading teatrale “Processi Bestiali” che ha visto la collaborazione di Giulio Valentini e Teodora Mastrototaro.
Foto di Emanuela Giurano – Fabio Ferrari e Giulia Conti
Quattro chiacchiere con qualche visitatore
Dicevamo che altissima è stata l’affluenza di pubblico e tra i tanti visitatori Monica Stefinlongo ne ha intervistato qualcuno, ecco cosa ci hanno raccontato.
Michela Enzo e Giorgio
Anastasia
Vittoria
Luciana
La fattoria Irma
Tommaso e Francesca
Milano, 18/11/2025 – Redazione RV
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04:04
Ciao Roberto!
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In ricordo di Roberto Bertani della Compagnia della Polenta
Ciao Roberto… che triste doverti salutare!
Ricordo che quando ho elaborato la prima intervista che ti ho fatto ero in Liguria in una casa in collina dove il panorama era impagabile..
Mentre ascoltavo le tue parole, un pensiero si è subito affacciato alla mia mente:
“Quest’uomo è immenso proprio come il mare che vedo davanti a me”.
Poi ho ti ho conosciuto di persona e quel primo pensiero ha solo trovato conferme.
Da allora è sempre stato un piacere darti parola su RadioVeg.it ogniqualvolta avevi bisogno e dedicarti spazio sia on air che sul sito.
Ti ho più volte visto all’opera, sia in cucina ai vari eventi che di sera a distribuire cibo ai senzatetto di Milano e nutrivo tanta ammirazione per te! Incarnavi il mio ideale di attivismo che unisce animali e umani.
Ecco Roberto e la sua leggendaria paella!
Al CoVegan e al MiVeg 2025 non ti ho visto, mi è sembrato molto strano perché eri sempre in prima linea. Era bello scambiare quattro chiacchere con te e ridere su qualche battuta.
Non ho chiesto di te, c’era troppa confusione. Era mia intenzione mandarti un messaggio in questi giorni… non ho fatto in tempo.
Mi chiedo cosa avresti potuto dire, probabilmente, non sapendo dei tuoi problemi di salute, sarei stata forse inopportuna.
Ricordando Roberto
In tuo ricordo, voglio condividere la prima intervista che ti ho fatto ed elaborato davanti all’immensità del mare.
Sai che non avevo fatto caso che nel 2025 anche la Compagnia della Polenta compie 10 anni? Proprio come RadioVeg.it e come il MiVeg… che strana coincidenza!
Il saluto della tua famiglia di Vitadacani
Tutto è vuoto.
Irragionevole
Senza senso.
E sembra ieri quando sei entrato nella nostra famiglia.
Travolgendoci come un fiume in piena.
Di gioia, progetti, amicizia, sogni, avventure.
Insieme.
Vederti oggi andare via è impossibile.
Inaccettabile.
La tua sparizione da questo mondo ci lascia pietrificate.
Agghiacciate.
Risucchiate come da un gigantesco e gelido buco nero.
E sembra impossibile.
Senza di te.
Che sei andato in un soffio.
E ora sei lieve.
Fiore di campo. Fruscio di foglie.
Leggero soffio nell’aria.
Splendente di luce. Frammento minuscolo di polvere scintillante di infinito.
Acceso di bagliore.
Brillante. Mentre volteggi tra le stelle.
A presto Roberto.
Fai di tutto per essere felice e illuminare intorno anche lassù.
Ovunque tu sia.
Splendi.
Ancora.
Ancora e ancora.
Ciao Roberto,
lasci un grande vuoto, ma anche un’opera grandiosa che l’affiatato gruppo che sei riuscito a creare porterà avanti con grande amore e riconoscenza.
Milano, 17/11/2025 – Grazia Cominato
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